Gli impianti sportivi come volano Socio-Economico

Lo sport in Italia rappresenta, in molti casi, l’essenza, se non il motivo di vita, di gioia e dolore, di una moltitudine di persone che, nelle varie discipline, riversano speranze, tempo ed impegno.

Nel nostro paese questo non viene visto come una possibile valvola di sviluppo incentrando l’attenzione soprattutto, e purtroppo quasi esclusivamente, sulla parte ludica.

All’estero lo sport, e la pratica dello stesso, viene visto come una parte fondamentale della crescita personale che ne forma carattere, esperienze e comportamento. Difatti è ormai consuetudine, nelle proposte di lavoro, richiedere quale sport si è praticato, o si pratica, perché è indubbio che ogni sport rafforzi, oltreché il fisico, anche la mente ed il carattere.

In Italia l’attività sportiva, spesso, viene praticata in situazione di disagio e difficoltà anche a causa di dotazioni impiantistiche, purtroppo di sovente, inadeguate allo stesso livello degli atleti.

 Gli esempi recenti, Juventus Stadium e Stadio Friuli, rimangono a tutt’oggi mosche bianche anche perché la forza economica delle società coinvolte rappresentano l’eccezione in un paese come il nostro.

In passato le dotazioni sportive e la costruzione degli stessi, hanno rappresentato un motivo di lucro anche a causa di una cattiva politica ed altresì cattiva gestione che spesso hanno prodotto cattedrali nel deserto. Esempio ne è lo stadio San Nicola di Bari, che, costruito per i mondiali di Italia ’90, nonostante l’ottima fattura architettonica, il progetto è dell’archistar Renzo Piano, resta come un impianto troppo grande per il bacino d’utenza di interesse.

Vero è che l’attenzione non si può focalizzare esclusivamente sugli impianti di grande portata, ma bisognerebbe interessarsi di situazione di respiro minore, come ad esempio piccoli campi cittadini o dotazioni sportive quali palestre o campi per “sport minori”, che di minore hanno esclusivamente la portata mediatica che riscuotono.

L’Italia, purtroppo, è costellata di situazioni paradossali, nelle quali impianti finiti, o quasi, vengono abbandonati per le più svariate motivazioni; dal termine dei fondi alla caduta di categoria delle squadre per le quali erano stati costruiti, ma che possono e devono essere recuperati anche e soprattutto perché, oltre a poter diventare un ottimo veicolo di aggregazione socio-culturale, grazie alle tecnologie oggi a disposizione, potrebbero diventare loro stessi motivo di crescita economica.

Già la disposizione di pannelli fotovoltaici o di microimpianti di energia eolica potrebbero abbatterne i costi di gestione con un rientro di capitali che, nell’ordine del piccolo o medio periodo, darebbero soldi, e quindi linfa vitale, alle istituzioni e/o imprenditori che volessero inserirsi in un settore che oggi in Italia viene poco considerato, ma che in altre realtà è riconosciuto come un ottimo esempio di crescita.

Uno dei tanti esempi, a larga scala, è rappresentato dallo Stade de Suisse, a Berna, utilizzato per gli Europei del 2012, dove il tetto dello stadio è anche la più grande centrale solare del paese e che nel 2005, anno della sua inaugurazione, ha vinto l’European Solar Prize per l’uso di pannelli solari.

Stade de Suisse

Lo stadio monta oltre 10.000 pannelli solari, che al loro picco producono 1,3 milioni kWh l’anno, consentendo una riduzione delle emissioni di CO2 superiori a 630 tonnellate.

Esempi di questa fattura sono presenti da ogni parte e, ritengo personalmente, che il compito di un buon progettista sarebbe proprio quello di riuscire a porre all’attenzione, di un imprenditore o istituzione, tutte le possibilità per migliorare gli standard e far crescere un trend così da riuscire a modificare, ed in qualche caso rivoluzionare, percezioni radicate, e spesso vetuste.

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Mattia Filippi

Laureato presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Roma “la Sapienza”​ con tesi riguardante la progettazione di un centro sportivo con titolo “Sport’s Academy”​. Esperto CAD e render. Esperienza estera in ambito lavorativo ed accademico. Progettista architettonico residenziale e terziario con esperienza diretta e continua.

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